martedì 21 settembre 2010

Profumo di addio

E' di oggi la notizia delle dimissioni di Alessandro Profumo, Amministratore Delegato del più grande Gruppo Bancario italiano (928 miliardi di euro in assets, un utile di oltre 2 miliardi di euro, 22 mercati, 174 mila dipendenti e 10.000 filiali).
Screzi con altri manager e le critiche lanciategli per aver permesso alla Libia di raggiungere una quota superiore al 7,5% del capitale hanno condotto a una scelta impensabile solo fino a qualche mese fa.
Le redini del Gruppo andranno temporaneamente al Presidente Dieter Rampl, mentre il successore di Profumo potrebbe essere designato entro Natale.
Che aspettate, cominciate a mandare i vostri CV!

domenica 5 settembre 2010

Fantacalcio

Ci sono delle volte in cui si ritorna bambini. Una di queste è l'asta del Fantacalcio.

venerdì 23 luglio 2010

Periodo stressante per le banche europee

Sono usciti oggi i risultati degli stress test relativi alle maggiori banche europee. 91 istituti di credito sono stati messi sotto "stress" dall'organismo europeo CEBS (Committe of European Banking Supervisors), il quale ha verificato la capacità degli stessi di reggere eventuali shock finanziari futuri, quali variazioni dei tassi e peggioramento creditizio dei Paesi UE, utilizzando il TIER 1 ratio.

Innanzitutto, cos'è il TIER 1 ratio? 

L'attività bancaria, come qualunque attività, è rischiosa. Il bilancio di una banca è strutturato come quello di una normale società: nell'attivo avremo gli impieghi (in questo caso prestiti, finanziamenti ecc...), mentre nel passivo avremo patrimonio netto (di competenza degli azionisti) e i risparmi raccolti tra il pubblico. 
Basilea 2 stabilisce i requisiti minimi di capitale, obbligando le banche a detenere un rapporto tra il patrimonio di base, o TIER 1 (capitale sociale maggiorato delle riserve di utili non distribuiti e di altri particolari strumenti a lungo termine) e il totale delle attività in essere ponderato per il rischio non inferiore a 4%. 

Lo stress test è stato effettuato con l'obiettivo di testare la stabilità delle banche nello scenario macroeconomico peggiore, che ipotizza un rallentamento nella crescita economica dell'UE nei prossimi anni accompagnato da un rialzo dei tassi di interesse e il peggioramento del rischio di credito dei singoli Stati dell'UE. La particolarità del test è che fissa il valore limite del ratio in 6%:  il TIER 1 ratio dello scenario peggiore non deve scendere sotto il 6%, pena la bocciatura della banca e il mancato superamento del test. 

I test della CEBS hanno condotto ai seguenti risultati:
  • sette banche sono state bocciate in quanto presentano, in caso di scenario peggiore, un TIER 1 ratio inferiore a 6%;
  • trentadue banche hanno superato il test di poco, presentando un ratio compreso tra 6% e 8%;
  • ventotto banche hanno superato il test con un ratio compreso tra 8% e 10%;
  • quindici banche hanno conseguito un ratio compreso tra 10% e 12%;
  • sei banche hanno raggiungo un ratio compreso tra 12% e 15%;
  • tre banche hanno superato il test con un ratio superiore al 15%.


Delle sette banche bocciate, cinque sono spagnole, una tedesca e una greca. La peggiore è risultata il GRUPPO DIADA (CAIXA DÉSTALVIS DE CATALUNYA, CAIXA DÉSTALVIS DE TARRAGONA, CAIXA DÉSTALVIS DE MANRESA), con un ratio pari a 3,9%.
Per raggiungere i requisiti standard, le sette banche avrebbero bisogno di un patrimonio netto aggiuntivo pari a 3,5 miliardi di euro. 

Dall'altra parte della classifica, tre istituti di credito hanno raggiunto degli indici molto positivi, superiori al 15%. Questi sono la spagnola BANCA MARCH, S.A., l'ungherese OTP BANK NYRT. e la polacca PKO BANK POLSKI.

Per quanto riguarda l'Italia, le cinque banche analizzate hanno conseguito un ratio medio di 7,2%. La migliore è risultata INTESA SANPAOLO (8,2%), seguita da UNICREDIT (7,8%), BANCO POPOLARE (7,0%), UBI BANCA (6,8%) e MONTE DEI PASCHI DI SIENA (6,2%). Tutte hanno comunque superato il test, seppur con qualche difficoltà.
La figura sotto mostra il TIER 1 ratio medio per ciascuna nazione.


Nonostante i risultati "non negativi" sul sistema bancario europeo, non si sono registrate evidenti reazioni sul mercato borsistico. Relativamente alle sole banche italiane si segnalano infatti le seguenti variazioni:
  • +0,20% per MONTE DEI PASCHI DI SIENA;
  • +0,10% per INTESA SANPAOLO;
  • +0,21% per BANCO POPOLARE;
  • +0,12% per UNICREDIT;
  • -0,61% per UBI BANCA

martedì 29 giugno 2010

Un po' di numeri sul Mondiale - 2

Siamo arrivati ad un punto cruciale dei Mondiali e ne approfitto per stilare qualche altra classifica che ai più non importerà. In questo post risponderemo alle domande: 
  • qual è il campionato di calcio nel quale gioca il maggior numero di calciatori ai Mondiali?
  • qual è la squadra di club che ha mandato più giocatori al Mondiale?

Riguardo alla prima domanda, non ci deve stupire il fatto che nelle prime posizioni della classifica ci sono i maggiori campionati europei: Inghilterra, Germania, Italia, Spagna e Francia. Da questi cinque campionati provengono infatti più della metà dei giocatori presenti al Mondiale:
  • 115 militano nelle squadre della Premier League;
  • 84 giocano nei club della Bundesliga;
  • 79 provengono dalla Serie A;
  • 59 giocano nella Liga;
  • 45 provengono dalla Ligue 1.

A questi cinque campionati seguono competizioni di caratura inferiore, come la Eredivisie olandese (34 giocatori), la J - League (25) e la Super League greca (21). 
Relativamente ai campionati di nazioni non qualificate, si evidenziano i 14 giocatori della Super Lig turca, i 10 della Premier League scozzese, i 7 della Jupiler League belga e i 6 del campionato israeliano.
Tra le squadre qualificate invece solo la Nigeria non ha convocato giocatori che militano nel campionato del proprio  Paese: la Nigeria Premier League infatti conta zero giocatori al Mondiale.



I 736 giocatori del Mondiale sono "distribuiti" in 299 squadre di club. Il Barcellona è quella che ha mandato più tesserati, ben 13. A ruota seguono Chelsea e Liverpool con 12, Bayern Monaco con 11 e Arsenal, Real Madrid, Panathinaikos e Inter con 10 tesserati.
Nello specifico i convocati sono:
  • Barcellona: Iniesta, Puyol, Piqué, Xavi, Valdes, Busquets e Pedro (ESP), Messi (ARG), Alves (BRA), Yaya Touré (CIV), Marquez (MEX), Abidal e Henry (FRA);
  • Chelsea: Terry, Lampard, Joe ed Ashley Cole (ENG), Kalou e Drogba (CIV), Malouda ed Anelka (FRA), Paulo Ferreira, Deco e Ricardo Carvalho (POR) e Ivanovic (SRB);
  • Liverpool: Johnson, Gerrard e Carragher (ENG), Mascherano e Maxi Rodriguez (ARG), Agger (DEN), Kyrgiakos (GRE), Kuyt e Babel (NED), Skrtel (SVK), Torres e Reina (ESP);
  • Bayern Monaco: Schweinsteiger, Klose, Mueller, Badstuber, Lahm, Butt e Gomez (GER), Demichelis (ARG), Ribery (FRA), Van Bommel e Robben (NED);
  • Arsenal: Song (CMR), Eboue (CIV), Bendtner (DEN), Sagna, Gallas, Diaby e Clichy (FRA), Vela (MEX), Van Persie (NED) e Fabregas (ESP);
  • Real Madrid: Casillas, Albiol, Xabi Alonso, Ramos e Arbeloa (ESP), Higuain (ARG), Kakà (BRA), Van der Vaart (NED), Pepe e Cristiano Ronaldo (POR);
  • Panathinaikos: Seitaridis, Spiropoulos, Karagounis, Vyntra, Tzorvas, Salpingidis, Ninis e Katsouranis (GRE), Gilberto Silva (BRA) e Cissé (FRA);
  • Inter: Samuel e Milito (ARG), Julio Cesar, Maicon e Lucio (BRA), Eto'o (CMR), Muntari (GHA), Sneijder (NED), Stankovic (SRB) e Krhin (SVN)

Dal punto di vista delle convocazioni non c'è nessuna sorpresa: la maggiori parte dei giocatori proviene infatti dalle migliori squadre e dai campionati più competitivi.

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mercoledì 16 giugno 2010

Un po' di numeri sul Mondiale

I Mondiali sono partiti ormai da qualche giorno. Lo spettacolo delle partite giocate finora non è stato il massimo e il numero dei gol si può contare sulle dita di due mani. Tuttavia, come ad ogni Mondiale, mi sono andato a spulciare le rose e le formazioni delle trentadue partecipanti e ho tirato giù qualche media. Ad esempio, qual è la squadra che ha l'età media dei giocatori più bassa in questo Mondiale? Qual è invece la squadra che vanta la migliore altezza media del torneo? Ai più questi numeri non importeranno granché, in verità nemmeno a me, giusto per sapere qualche curiosità in più.

Età media

La squadra più giovane dei Mondiali sudafricani è il Ghana, con un'età media di 24,5 anni. Niente di strano, solitamente le squadre africane portano sempre giocatori molto giovani.
Al secondo posto della classifica c'è la sorpresa: la medaglia d'argento infatti va alla Germania, storicamente una delle squadre più anziane, rivoluzionata totalmente dal tecnico Loew, che ha puntato sui tantissimi giovani che sono esplosi quest'anno nella Bundesliga, senza disdegnare i nuovi tedeschi, spesso turchi naturalizzati. 
Al Brasile va invece il premio della squadra più vecchia, con un'età media di oltre 29 anni.




Altezza media

Se classifichiamo le squadre a seconda dell'altezza media dei giocatori, vediamo al primo posto i giganti della Serbia, con un'altezza media di 186 cm. A seguire tre squadre con un'altezza media di 185 cm (Grecia, Danimarca e Nuova Zelanda) e quattro squadre con un'altezza media pari a 184 cm (Germania, Slovacchia, Slovenia e Nigeria). A chiudere la classifica il Cile, con un'altezza media di 176 cm.


Età dei giocatori

Andando a livello di singoli giocatori, il Mondiale vede la presenza di solamente 8 giocatori con 20 anni o meno (1%)  e ben 34 giocatori con 35 o più anni (5%). Il 47% dei giocatori ha tra i 25 e i 29 anni, il 19% tra i 21 e i 24 mentre 28% tra i 30 e i 34. 



Le chiocce del torneo sono quattro portieri:
1 - David James (01/08/1970) dell'Inghilterra
2 - Sander Boschker (20/10/1970) dell'Olanda
3 - Marcus Hanhemann (15/06/1972) degli Stati Uniti
4 - Mark Schwarzer (06/10/1972) dell'Australia

I più giovani invece sono:
1 - Christian Eriksen (14/02/1992) della Danimarca
2 - Vincent Aboubakar (22/01/1992) del Cameroon
3 - Chris Wood (07/12/1991) della Nuova Zelanda
4 - Xherdan Shaqiri (10/10/1991) della Svizzera
5 - Joel Matip (08/08/1991) del Cameroon

Altezza dei giocatori

Oltre il 53% dei giocatori ha un'altezza compresa tra 176 e 185 cm. Il 19% risulta più basso di 176 cm e il 28% più alto di 185 cm. 

Il giocatore più basso è l'ala inglese Aaron Lennon con i suoi 165 cm. A seguire l'ivoriano Arthur Boka, gli honduregni Walter Martinez e Danilo Turcios e l'argentino Clemente Rodriguez con 166 cm. 
All'opposto ci sono Nikola Zigic, attaccante della Serbia, dall'alto dei suoi 202 cm, e la punta inglese Peter Crouch (201 cm).

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lunedì 7 giugno 2010

Tassi di cambio: EUR - USD

Oggi il tasso di cambio euro - dollaro ha raggiunto 1,19. E' il più basso valore assunto dal tasso di cambio da marzo 2006, il che equivale a dire che le vacanze e/o gli acquisti negli Stati Uniti non sono più convenienti come prima.
Il grafico mostra l'andamento del cambio euro - dollaro dal 1° di giugno 2009 al 7 giugno 2010. 


In questo arco temporale l'euro è arrivato a quotare 1,51 dollari (precisamente nel dicembre 2009).
Cosa è successo dopo? A partire soprattutto da aprile, le quotazioni dell'euro contro dollaro sono drasticamente crollate a causa dei dubbi sulla capacità di alcuni Stati Europei (in primis Grecia, Portogallo e Spagna) di rimborsare i prestiti obbligazionari, ovviamente denominati in euro.
Ed eccoci alla situazione attuale. Se avessi cambiato 1.000 euro in dollari un anno fa avrei ottenuto circa 1.400 dollari. Se adesso decidessi di riconvertire tali dollari in euro, otterrei 1.180 euro: ciò equivale ad un rendimento di quasi il 20% in un anno sfruttando solo le fluttuazioni dei tassi di cambio.
Se invece avessi investito in dollari il giorno del picco (1° dicembre 2009) avrei ottenuto, sempre con 1.000 euro, ben 1.509 dollari che, riconvertiti oggi, darebbero 1.260 euro, cioè il 26%!
Ovviamente fare questi calcoli ad eventi già accaduti è solo un esercizio, ma rende l'idea di quanto possa influire l'andamento dei tassi di cambio sulla redditività di un'impresa che vende o si rifornisce all'estero e di quanto possa contribuire la voce Utile/Perdite su cambi sull'utile/perdita netta.

lunedì 31 maggio 2010

Tassi di crescita in Europa

Quali sono stati i tassi di crescita dei mercati borsistici europei nel decennio 2000 - 2010? Qual è stata la piazza finanziaria che è riuscita a crescere in misura maggiore rispetto alle altre?
A queste domande si può rispondere ricorrendo a indici di performance. A tal proposito ho preso dal sito MSCI Barra i valori assunti dagli indici geografici MSCI Index Performance, ossia indici che registrano l'andamento di un paniere di imprese (small, mid e large cap) quotate sul mercato di un determinato Paese europeo. 
Successivamente i valori sono stati trasformati in numeri indici (dove la base 100 corrisponde al valore assunto dall'indice il 31 dicembre 1999). 
Il grafico mostra l'andamento degli indici nel periodo considerato.

Come facilmente intuibile, gli indici hanno registrato le conseguenze delle bolle speculative che hanno colpito i mercati finanziari tra il 2000 e il 2003 e nel 2007 - 2008. In mezzo a questi anni le borse europee hanno registrato degli ottimi tassi di crescita. Alla fine del 2007:
  • molte piazze finanziarie (tra cui Francia, Germania, Italia e Regno Unito) sono tornate ai livelli pre - bolla;
  • alcune piazze finanziarie (es. Austria, Danimarca, Norvegia e Spagna) hanno registrato performance tra 100 - 150%.
La bolla scoppiata nel 2008, causata in gran parte dalla crisi subprime, ha nuovamente portato gli indici al ribasso. La tabella mostra i numeri indici alla fine di aprile 2010 e le relative performance (negative).